Etica della scrittura: una necessità

L’etica della scrittura è una conquista moderna nel senso che solo negli ultimi anni, con l’avvento del web e della comunicazione social spesso fuori controllo, si è sentita l’esigenza di fornire dei parametri a cui attenersi e porre, se non altro a livello di principio in un primo tempo, una regolamentazione che avesse la funzione di tutela delle persone e della loro reputazione.

 

I dialoghi di Platone e il Critone

In realtà di etica troviamo le prime linee guida nei Dialoghi di Platone (428-347 a.C.) e la cosa sorprendente è che pur così lontani nel tempo fanno risuonare corde molto attuali. La cultura e la filosofia morale dell’Occidente affondano proprio qui le radici della riflessione e codificazione dell’etica. Come sappiamo, Platone guarda a Socrate e ai suoi insegnamenti, ricordiamo l’Apologia di Socrate e ancor di più, in questa sede, il Critone. In quest’ultima opera è interessante leggere la concezione della vita di Socrate come ci riporta anche Piergiorgio Donatelli nel suo testo Etica: la vita merita di essere vissuta. In questo pensiero socratico ma anche in quello di Platone, l’etica riguarda l’intera vita. Si tratta di un pensiero filosofico che deve permeare il rapporto con se stessi, la relazione con gli altri, con la città e pure con la divinità.

Vivere secondo un’etica – meglio secondo l’etica – non è un pensiero lontano dalla quotidianità ma anzi la permea, incidendo sulle regolamentazioni di tutti i settori del vivere.

 

Etica della comunicazione: l’origine della scrittura etica

Di etica della scrittura si parla in questi ultimi tempi e deriva da un territorio molto più vasto che è quello dell’etica della comunicazione.

Chiaro che con l’evoluzione delle società e dei costumi assistiamo ad un evolversi delle riflessioni e della codificazione di ciò che intendiamo per comunicazione etica.

Ci sono ambiti e professioni che subito assumono un ruolo centrale: pensiamo al giornalismo e in particolare alla battaglia contro le fake news molto più subdole e incisive di quanto si possa credere. Non può restare fuori da questo ragionamento la tv, internet, la radio. Tutte le professioni che si dotano di un codice deontologico che, appunto, ai principi etici dovrebbero riferirsi.

Qui potremmo entrare in una serie di trattazioni culturali diverse ma quello che conta è che a un certo punto – in seguito alla rivoluzione social – si è sentita la necessità di una forte presa di posizione di fronte al dilagare di una comunicazione aggressiva.

 

Comunicazione digitale e social media

Come sottolinea Fabris nel suo testo Etica della comunicazione “va affrontato il tema dell’etica nell’età della tecnica”. Gli strumenti tecnologici hanno portato grandi vantaggi nelle nostre opportunità di comunicare e di lavorare, questo è innegabile. C’è stata una vera e propria democratizzazione del diritto di esprimere il proprio parere. Su una piattaforma digitale, su un social come Fb, Twitter, LinkedIn e tanti altri, tutti possono dire la loro: possiamo leggere il post del Presidente degli Stati Uniti accanto a quello del gestore della palestra che frequentiamo. Ad entrambi potrebbe sfuggire la situazione. Il rischio che abbiamo riscontrato è chiaro: questa libertà negli ultimi tempi ha valicato il rispetto dei diritti altrui arrivando ad una comunicazione che spesso ha indotto molte persone a dover ricorrere alla giustizia, querelando e denunciando gli autori di attacchi verbali dannosi per la reputazione e la professionalità.

Chi scrive, chi comunica ogni giorno, gli organi preposti alla tutela delle persone, non possono più ignorare il dilagare di un fenomeno tanto urgente perché corre il rischio di diventare un modello per le nuove generazioni.

 

Il Manifesto della scrittura etica

La scrittura è da sempre il mio mestiere, lavoro e passione. Con altre persone abbiamo sentito forte la necessità di dare un segnale a chi scrive sulle piattaforme digitali e sui social perché prenda una posizione netta in difesa di una comunicazione scritta civile e rispettosa dell’altro.

Non bisogna pensare che siano sempre gesti o parole eclatanti. C’è anche una forma di denigrazione e di attacco molto subdola che, tra le righe, con riferimenti comprensibili agli appartenenti ad un certo ambito, tende ad esautorare un professionista e il suo lavoro, spesso al solo scopo di eliminare un competitor.

In altri casi invece le offese e diffamazioni sono palesi e cruente.

Così, in collaborazione con Accademia di scrittura, è nato il Manifesto della scrittura etica che ha lo scopo di fornire indicazioni utili – soprattutto ai più giovani – e principi validi per comunicare e scrivere bene.

Quello che più di tutto abbiamo voluto sottolineare è che “Tutte le volte in cui utilizzi la scrittura per denigrare, attaccare, offendere ne stai facendo un uso improprio”.

Vogliamo che passi il concetto che la scrittura, mezzo di comunicazione per eccellenza, non venga sporcata ma sempre più nobilitata attraverso l’utilizzo di parole e concetti etici.

 

Diritto di critica e di opinione

Deve essere tutelato e ritenuto sacro il diritto di dissentire, di avere opinioni diverse e di manifestarle. Questo però va fatto secondo, appunto, un’etica. Troppe volte esprimere una critica si traduce purtroppo in attacco deliberato; parole pesanti che non corrispondono alla realtà dei fatti. Va considerato, inoltre, che non tutte le persone hanno i mezzi per potersi difendere ricorrendo ad una querela, per esempio.

Scrivendo sui social, non siamo liberi di dare sfogo ai nostri pensieri ed opinioni quando possono essere lesivi della dignità e della reputazione altrui.

Per questo si sta sempre più facendo strada l’esigenza di una vera e propria regolamentazione che tuteli tutte le persone.

La scrittura è strumento di espressione, di crescita, di divulgazione; non va piegata ai propri piccoli obiettivi personali, non va strumentalizzata. “Chi scrive deve o dovrebbe attenersi sempre ad un’etica; avere il massimo rispetto per la parola scritta proprio perché ne comprende la forza e il valore.”

Alessandra Perotti

– editor e founder di Accademia di scrittura –

 

 

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